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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#181  roscio 05 Marzo 2010, 18:42

A meno di un mese dal verdetto della corte d'appello, arriva la decisione della Cassazione che rigetta il ricorso dei concessionari dei pontili. Nel provvedimento si dispone "il dissequestro dei pontili per consentirne la demolizione e ripristinare così lo stato dei luoghi; ovvero liberare lo specchio d’acqua all’interno del porto".

Cassazione conferma sigilli
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#182  roscio 05 Marzo 2010, 18:49

Il verdetto della cassazione pubblicata da Il tempo.

Cassazione - Il Tempo
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#183  Kappa 05 Marzo 2010, 21:00

Altro che 7000€ e amici come prima...
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#184  orn 05 Marzo 2010, 23:18

Mah...vedi per come l'ho capita io la storia è andata che il giudice aveva detto "vi dissequestro i pontili,voi pagate 7000€ ma cmq siete giudicati colpevoli", e i titolari dei pontili avrebbero detto no, vogliamo uscire innocenti.
Questa della cassazione è un altra cosa,su cui penso facessero affidamento.Ma gli è andata male.
Il problema della colpevolezza non è da poco,perchè sono titolari di una concessione pubblica, e se commettono un illecito,potrebbero vedersi tolti la concessione.E soprattutto se saranno piu gradi di giudizio a confermarli colpevoli,l'amministrazione avrà poche alternative,col rischio di essere vista collusa.
La matassa è ancora lontana dall'essere sbrogliata.
 




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#185  roscio 06 Marzo 2010, 00:07

Nell'articolo pubblicato dal Il Tempo si parla di una situazione forsae passata inosservata e cioè la condanna "non sembra però impensierire ora più di tanto gli imprenditori, preoccupati invece di avere dagli enti competenti tutte le autorizzazioni utili a poter lavorare la prossima estate e a tornare così a far attraccare le barche sull'isola lunata...". Questo passaggio non l'ho capito, sinceramente. Mi chiedo come possa un cittadino (accusato di aver abusato sul demanio marittimo) ri-ottenere una concessione. Cmq, come giustamente ha scritto aldo, il problema è ancora lontano dall'essere risolto.
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#186  orn 09 Marzo 2010, 12:49

Mah....stavo leggendo un po di commenti sulla famigerata e vituperata ZPS nei vari gruppi facebook.
Per prima cosa con piacere noto l'ampia scelta offerta a chi volesse prendere una decisione.Ci sono i gruppi contro il parco/zps, i gruppi pro....e anche i gruppi forse!Giustamente si da voce anche a chi non riesce a prendere una decisione.

La discussione sul merito sarebbe estremamente ampia,e secondo me ormai parzialmente sterile.Riflettiamo un po sul metodo.

Perchè dico questo!!? La zps ormai è un dato di fatto,l'iter legislativo è inziato da piu di 10 anni ed è sostanzialmente in applicazione di una direttiva comunitaria.
Da allora regolarmente in regione si sono tenuti tavoli di discussione su come gestire l'evento,ma mi risulta che le nostre amministrazioni locali che si sono succedute (anche se sostanzialmente è stata sempre la stessa) non vi abbiano partecipato.Un po come girarsi dall'altra parte per non vedere.
Ora che il vaso di pandora è stato aperto,monta la protesta!!Divertente....
divertente perchè è uno sbraitare inutile,non serve a niente,ormai le decisioni sono state prese e le riunioni pubbliche (che vanno sempre bene) andavano fatte prima,magari per stimolare i rappresentati isolani a portare nelle sedi decisionali le problematiche interne.
Inoltre la mentalità che mi è parso di cogliere dai vari post scritti non è minimamente collaborativa, nel senso che c'è un rifiuto totale delle questione,forse non ci si rende bene conto....la legge c'è,e sarà applicata.Alcuni ("stranamente" ) addossano la responsabilità all'allora giunta Badaloni,che applicò la direttiva europea, e a quest'amministrazione regionale che la sta ultimando.Mah, si scordano che nel mezzo c'è stato Storace per 5 anni e non mi sembra abbia cancellato la legge.Non poteva,è una direttiva europea....
Ma questo del rispetto delle leggi è una questione molto piu ampia,che permea non solo la nostra isola ma buona parte dell'Italia.Persino gli antichi romani col proverbio Dura lex Sed Lex capivano che il diritto e le leggi sebbene scomode vanno rispettate.Ormai il pensiero è che le leggi scomode vanno evitate,o aggirate.

E' in questo solco ideologico che si inseriscono fatti lontani tra loro ma accomunati dal non rispetto delle regole.Il decreto salva liste,l'odio per il parco,e il plebiscito che ripetutamente Ponza da a Forza Italia.Il primo è l'esempio di come un governo aggira regole stabilite per avere un tornaconto personale,aprendo scenari al momento difficili da prevedere.
Il secondo (l'odio per il parco), è l'allergia ad essere regolamentati...la paura che si sia obbligati a rispettare le norme,con l'aggravante che l'amministrazione locale non ha saputo o voluto collaborare alle modalità di applicazione.Aggravante perchè l'amministrazione è l'espressione della volontà popolare,e se si sceglie per chi non è in grado di gestire situazioni complesse come questa, la colpa è anche della popolazione,un po come dire che chi è causa del suo male,pianga se stesso.
Il terzo (il plebiscito su Forza Italia), e non è un caso che scrivo Forza Italia e non PDL,perchè è un elettorato che vota convintamente e con passione e forza per i valori trasmessi da questo partito....fare delle regole un optional,far valere la convenienza privata ed egoistica sugli interessi e sul bene comune.E' ovvio (almeno dovrebbe esserlo) che sono principi che possono essere condivisi solo da chi ha scarsa scolarizzazione o si trova a vivere in un contesto di ristrettezza culturale.

In questo mio sfogo,che non lascerebbe presagire niente di buono per svariati lustri,voglio convincermi che qualche speranza ancora c'è.Molte nuove generazioni qualche dubbio se lo pongono,i ragazzi che vanno  studiare fuori hanno una percezione diversa da quella dei loro genitori.Servirebbero associazioni o partiti che stimolino la coscienza critica e civile delle persone,in una società dove come ho gia avuto modo di dire,il concetto che si persegue non è piu la scelta tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato ma tra ciò che è giusto e ciò che conviene.Ed a mio avviso, anche l'eventuale elezioni della nostra Adele in consiglio regionale può essere di aiuto per questo processo maturativo.

Scusandomi della prolissità di questo post,volevo segnalarvi questa "poesia" di Franco De Luca, che ben rappresenta la nostra amata Isola
http://www.youtube.com/watch?v=zCUdnp3JgpY
 




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#187  Kappa 09 Marzo 2010, 13:23

Che bel post! Ispirato e illuminante! Bellissima poi la poesia. Bravo Aldo
 




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#188  Kappa 15 Marzo 2010, 11:29

Su segnalazione di Elio, linko una pagina intera di Latina Oggi dedicata a Ponza. Stavolta gli argomenti sono: bracconaggio, zonizzazione e commissione per la ZPS.

http://www.dagolab.eu/public/Latina.../pag33ponza.pdf

Buona lettura.
 




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#189  roscio 27 Marzo 2010, 14:39

Linko un po' di articoli:

Storace sulle zps - declassamento del poliambulatorio

consiglio di leggere soprattutto il punto dedicato al declassamento della struttura ospedaliera isolana. E' inquietante pensare che, in questo periodo, si parli più delle abitudini di vita del falco pellegrino e non del futuro di un servizio essenziale per l'isola!

Chiaia di luna

Finalmente un intervento sul problema di Chiaia! Spero che la situazione si sblocchi presto grazie ai nuovi finanziamenti chiesti e non ancora ottenuti!

Delibera della giunte regionale
 
Con delibera della giunta della regione lazio sono state emanate le linee guida per il rilascio delle concessioni demaniali marittime in ambito portuale. Questo intervento rappresenta un primo passo per la regolarizzazione della spinosa situazione portuale e dei vari operatori che vi operano.
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#190  donpeppone 14 Aprile 2010, 13:27

vi invio una favoletta che è pura satira sulla situazione ponzese!! leggetevela e divertitevi!!
Ringrazio Emilio Aprea per avermela postata!! ahime gli autori o le autrici dello scritto sono anonimi ma lo stesso gli faccio i complimenti per la fantasia!!!



                                
BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO        
                                

Era da molto tempo che tra Bella e il marito scoppiavano liti, il motivo fondamentale era l'attività del marito che rischiava il fallimento, per questo non si poteva parlare di progetti, di vacanze, di regali neanche per i figli. ”La colpa è tua” diceva Bella al marito “te l'avevo detto di non fidarti e di non credere alle promesse!” “Che dovevo ascoltare te e appoggiare quei pivelli senza alcuna esperienza? Rispondeva infuriato il marito: “ prima o dopo qualcosa succederà, bisogna avere fiducia, mi ha detto che mi approverà il progetto e le cose cambieranno e poi..... tu stai al mondo solo perché c'è posto!”
Bella era ormai stanca di sentire quella frase “ tu stai al mondo solo perché c'è posto” questa volta sbatté la porta e uscì pensando che il marito stesse sbagliando tutto che, invece di mettere nelle mani degli avvocati i suoi problemi, continuasse ad elemosinare una concessione che non sarebbe arrivata e poi non si doveva continuare a penalizzare i propri figli per cui decise comunque di organizzare la festa. Avrebbe fatto tutto da sola senza chiamare come in passato cuochi,  camerieri, allestitori e animatori. Scese nel grande giardino e cominciò ad  addobbare gli  alberi di festoni, palloncini colorati, lanterne di carta, tante bandierine, poi le maschere di carnevale che saltellavano sui loro supporti e tanti, tanti coriandoli pronti ad esplodere in cielo. Cominciò quindi ad impastare uova  e farina per fare i dolci e poi ancora pulire, tagliare, spostare piante, sedie e tavoli. Sarebbe stata una bella festa per i suoi bambini.
Passavano le ore e Bella infaticabile avrebbe dimostrato al marito che si può fare tutto se solo si ha l'entusiasmo e lei si entusiasmava solo per i suoi figli. In quel posto era impossibile l'amicizia, voleva andare via da quel paese nel quale  non vedeva un futuro  per i suoi figli, dove gli uomini si odiavano e passavano il tempo a odiare tutto ciò che rappresentava il futuro: la natura, i figli, le donne. Queste erano ormai le convinzioni che bella si era fatte, per questo con rabbia e quasi piangendo da sola preparava la festa ai suoi bambini.
Era ormai notte e Bella, pulendo un ultimo angolo del giardino, sfinita si sedette dietro l'aiuola sotto il vecchio oleandro, stanca ma contenta a guardare il suo lavoro. Sarà stata la stanchezza, il profumo dei pini, il canto dei grilli quando crollò in un sonno profondo e tormentato.
Si trovò in un bosco animato e vissuto da personaggi fantastici: tipi di animali che parlavano, camminavano, lavoravano, avevano famiglie, costruivano imperi economici, piangevano, tramavano e facevano politica come gli uomini ma non erano uomini perché  percorrevano la loro vita come se fosse eterna.
Incontrò una vecchina che riconobbe, era la maestra Nonna Belarda  che offriva pane e nutella ai suoi numerosi Puffi e intanto raccontava la storia di quel bosco; Bella incantata ascoltava: “dovete conoscere le vostre origini  per costruire un futuro senza ripetere gli errori del passato; dovete sapere piccoli Puffi che il nostro Bosco si è formato all'interno del cratere di un vecchio vulcano dormiente da lungo tempo,  circondato da una profonda valle che lo separa da  enormi catene montuose; i suoi primi abitanti non conoscevano l'esistenza del mondo oltre le montagne per cui vivevano di quel poco o di quel tanto che la natura nelle varie stagioni poteva dare, regnava una grande armonia tra gli ominidi fantastici e il bosco quando..........”
Bella si ritirò  dietro il grande pino dove c'era un'altalena  e osservava il bosco ammirata e continuava a ripercorrere la storia che quella vecchietta dalla esile voce  raccontava.
“….un giorno, l'isolamento e la quiete  del Bosco fu turbata da un arrivo straordinario: le giovani marmotte, guidate da Paperino con i nipotini Qui, Quò e Qua, dopo aver superato le montagne, percorsa la valle acquitrinosa, scalarono la impervia salita del vulcano e aprirono il Bosco al mondo e il mondo al Bosco.
Da quel disgraziato o fortunato momento, la vita del Bosco cambiò tanto in fretta che i vecchi da un giorno all'altro non riconobbero più i propri figli infatti, se prima quegli ominidi si procuravano da vivere cacciando e coltivando,                d'improvviso cominciarono a sfruttare i visitatori che sempre più numerosi arrivavano desiderosi di scoprire quel posto misterioso.
L'organizzazione della vita del bosco era affidata agli stessi ominidi che una volta ogni cinque anni sceglievano tra  di essi un Capo. Era una disputa tra tutti i capi branco ma alla fine a prevalere era il più capace, quello che sapeva ingraziarsi i capi  delle famiglie più numerose. Anche questa naturale competizione, a contatto con il mondo civile, ebbe una evoluzione completamente diversa rispetto al passato, era diventata più aggressiva perché da ora in avanti, fare il Capo significava controllare e gestire dal Palazzo la maggior parte degli interessi economici.
Intorno al cratere e all'interno del bosco nacquero nuove attività economiche!
Per raggiungere il bosco, bisognava superare montagne, valli e l'irta salita del vulcano quindi gli ominidi sperimentarono un servizio di collegamenti più comodo: inizialmente si utilizzarono palloni aerostatici privati, ma anche dirigibili statali: quindi si costruirono  piste di atterraggio per deposito e ormeggio di queste navicelle di trasporto passeggeri. Il vulcano ogni estate veniva raggiunto, via aerea anche da numerosi mezzi privati di varie dimensioni carichi di paperoni  sempre più esigenti. Le piste di atterraggio, purtroppo, non erano protette; infatti, quando soffiavano i venti impetuosi,  i leggeri palloni rischiavano di rompere gli ormeggi e volare via. Questo problema metteva molta apprensione nella categoria dei Colombi Viaggiatori che si occupavano del traffico aereo con dirigibili ma anche di ormeggio e noleggio mongolfiere; per fortuna, la loro abilità  e esperienza riusciva a fare miracoli, per cui malgrado tutto, ogni estate sempre più Visitors raggiungevano il bosco. Tutto il perimetro del cratere fu occupato da attività di ormeggio e noleggio di piccole mongolfiere, aerostati, deltaplani, alianti. Le piste di atterraggio  più importanti erano in concessione a noti imprenditori; la n° 1 era quella di Sandocan, la 2 era della Cosca dei Bucanieri, la 3 era del Corsaro Nero, la 4  di Gatto Silvestro, la 5 di Diabolik ed Eva Kant , la 6 della Banda Bassotti, la 7 di Ali Baba, la 8 di Sartana,  la 9 dei Pirati Malesi e la 10 dei Tre Moschettieri.    
Tutti gli abitanti sfruttarono la nuova economia, per esempio si noleggiavano piccole mongolfiere e deltaplani per la visita aerea individuale del vulcano; ma poi bisognava riparare quelle navicelle di legno e quindi nacquero dei cantieri di riparazione e costruzione.
I Visitors si ospitavano in rifugi a tre, quattro e cinque stelle, quello più famoso era il Santa Pazienza  gestito da Donnola Camomilla ma questi non bastavano e allora gli ominidi nel periodo estivo, quando l'afflusso turistico era elevato, si affittavano anche le loro tane, sacrificandosi a dormire anche sul più instabile nido pur di far quattrini. Queste abitazioni dovevano essere  costruite e quindi nacquero ditte di costruzioni tra cui c'era quella dei Fratelli Castoro e del Bruco Tartuferi quest'ultima specializzata nella costruzione di ville per i turisti più danarosi. Nacquero i commercialisti che assistevano nei conti gli operatori economici, erano  Cammelli  vestiti in bianco e avevano una stella azzurra a cinque punte sulla testa.  
Per trasportare i visitatori all'interno del bosco ci pensavano delle facce da Lepri che improvvisatisi tassisti con mezzi a ruota  sfrecciavano veloci per i sentieri anche i più impervi del bosco. Il famoso Cervo Pilar vestito da Fidel Castro con la sua famiglia si inventò anche una linea di trasporto collettiva.
I Sette Nani riuscirono a portare la luce in tutto il bosco, catturando e allevando lucciole che fecero diventare lanterne trasformando quell'energia naturale in diamanti per le loro casse.
Bisognava far mangiare questi turisti e quindi nacquero i ristoranti e pizzerie, queste attività di ristorazione erano meglio sviluppate dai Porcellini, maestri in culinaria. Il ristorante più rinomato era quello di Totò Sapore dove tutti i turisti più danarosi prenotavano. La cosa Pazza di questo Chef moderno era che nei piatti non  si serviva niente, i clienti degustavano solo  aromi e sapori e poi si alzavano sazi, contenti e alleggeriti di molto nella loro carta di credito.
I Serpenti si dedicarono a fare le guide turistiche infatti conoscevano anche i più piccoli anfratti, gli Scoiattoli vendevano oggetti di legno costruiti con le loro zampe, i Gufi diventarono dei fotografi notturni, le Talpe sorde come erano, organizzarono assordanti discoteche sfruttando al mattino le prestazioni delle Cicale e alla sera quella dei Grilli.
Ma il popolo del Bosco, costretto  a fare il pieno in un posto ristretto e in un periodo di tempo breve era diventato litigioso; per un niente si denunciavano reciprocamente alle autorità competenti per esempio: Pippo e Topolino avevano due bar uno di rimpetto all'altro, ma Pluto il cane di Topolino faceva sempre i bisogni nei tavoli di Pippo e allora tra i due scoppiava la lite e la conseguente denuncia.
Per molti anni nel bosco degli ominidi il potere fu saldamente nelle mani del Lupo Ezzechiele, perché era un po stregone e un po Pifferaio Magico infatti riusciva a incantare i suoi topolini che lo avrebbero seguito fino alla morte  ma soprattutto era la massima espressione  della  parte nord del bosco, chiamata Fornentera, la più numerosa,  costituita dagli ominidi più veraci ma anche più ingenui.
Cari Puffi, per capire quel che è diventato questo Bosco,  dovete conoscere l'evoluzione del potere data dalla dinastia dei Lupi...
Lupo Ezzechiele si apprestava ad affrontare una nuova competizione per il potere per questo aveva bisogno di forze fresche e quindi si presentò davanti alla casa dei Tre Moschettieri.
I Tre Moschettieri, vivevano di trucioli e segatura, in una contrada interna del bosco,  chiamata Selva Malia per questo avevano tanta fame. Erano figli di Mastro Geppetto il quale per le diverse caratteristiche che avevano manifestato crescendo, aveva chiamato il primo, che era sornione, Aramis, il secondo che era forte come una roccia Portos e il terzo che era furbissimo Atos. C'è da aggiungere che Mastro Geppetto ormai vecchio e in pensione da anni, per non stare solo nella sua vecchia tana si era costruito un burattino di nome Pinocchio. Nel tempo si era così innamorato di Pinocchio che si era messo in testa di  riuscire dove non era riuscito con i figli naturali: voleva farlo studiare! I fratellastri, gelosi dell'amore del padre verso Pinocchio si mascherarono da Gatto, da Volpe e da Mangiafuoco per cui gli fecero marinare la scuola,  gli rubarono i denari nell'orto dei Miracoli e gli insegnarono un'arte in cui loro erano maestri cioè a dire bugie.    
Un giorno Ezzechiele prese i tre Moschettieri per fame e li costrinse ad uscire dal loro nascondiglio e a parlare con lui, dopo lungo discutere trovarono un accordo: Aramis  accettava di aiutare Ezzechiele nella sua impresa.
Ezzechiele disse ad Aramis: “caro amico da oggi dovrai essere la mia ombra, dovrai guardarmi le spalle, dovrai difendermi da tutti i nemici, dovrai essere fedele ecco, sarai per me un vero moshettiere ” e lo condusse con se al Palazzo.
Lupo Ezzechiele era il dittatore incontrastato del suo bosco e Aramis che in un primo periodo rimase timoroso e dietro le quinte ebbe poi la scaltrezza di  scoprire la ricca mangiatoia del padrone. Una notte, informò i due fratellini della sua scoperta, della vita lussuosa che si faceva a Palazzo e allora i due fratelli capirono che l'occasione non si poteva perdere bisognava trattare con il Lupo il loro silenzio.  Aramisi, il giorno dopo condusse con se i fratelli al Palazzo e li fece incontrare con Ezzechiele. Ci furono accese discussioni ma poi Ezzechiele che aveva la politica nel sangue capì e accolse tra i suoi commensali anche gli altri due fratelli e sorridendo disse: “Cacchio ragazzi …..., anche io come il re di Francia avrò i miei Tre Moschettieri”.
Una notte nella loro falegnameria, illuminati  da una candela, qualcuno giura di aver visto Aramis, Portos, e Atos incrociare in aria tre appuntiti scalpelli e gridare il famoso motto: “tutti per uno, uno per tutti”: così nacque l'ascesa al potere dei tre moschettieri. Qualcuno potrebbe dire: “ e dove sta Dartagnan? Pazienza lo troveremo più avanti.........
Ezzechiele diventava vecchio, sempre più avido ma sempre più solo e poi un giorno arrivò a ficcare il naso nel Suo bosco, Cappuccetto Rosso, (un  canuto personaggio orgogliosissimo per questo mai cresciuto).
Cappuccetto amava la natura, raccoglieva secondo la stagione funghi, fragole, asparagi ed altro, ma un giorno si trovò davanti  dei cartelli su cui c'era scritto che la raccolta dei prodotti del bosco vietata ai privati era consentita solo ad una Società. Cappuccetto che non era ominide da fermarsi ad un cartello cominciò ad indagare: scoprì che Ezzechiele  era il Capo del Bosco ma anche il Presidente della Società. Questo non era possibile c'era sicuramente una incompatibilità. Chiamò il suo amico Pipistrello Azzeccacarbugli il quale  denunciò il Lupo cattivo e usurpatore alle autorità competenti.
Ezzechiele cocciuto non mollava, ci provò a mantenere ancora il suo predominio sul suo bosco e sulla sua Società portando a vincere la lotta per il potere il Suo vecchio fratello, Lupo Marrano. Lupo Marrano era un filosofo e quindi nelle notti di luna piena lo vedevi ululare alla luna per cui nessuno riusciva a capirlo, ma intanto questa volta il vice capo era diventato  il sornione Aramis che piano, piano faceva carriera. Questa compagnia non andò molto lontano perché la presenza di Ezzechiele era troppo ingombrante  e con un passato e un presente costellato da errori infatti  un giorno, arrivò la sentenza di incompatibilità che decretò la fine del potere dei Lupi.  
Oddio, il potere di quella stirpe di ominidi che avevano fin qui dominato la scena, doveva finire con la caduta del Lupo Ezzechiele se gli altri pecoroni non si fossero divisi  ma Aramis, con l'aiuto del Pulcino Ballerino, un altro della corte del vecchio Lupo, si faceva  nominare dalla  Giraffa Prefettonis Reggente del bosco per un anno fino alle nuove competizioni.
Aramis, il Reggente, deciso a raggiungere i suoi obbiettivi, dimostrò tutta la sua scaltrezza e il suo consenso crebbe: si dimostrava sempre sorridente e disponibile ad accontentare il popolo del bosco con promesse e minacce. Il potere crebbe anche perché nacquero in quel periodo ex  Roditori, temuti e rispettati ominidi del bosco, che avendo bisogno di sovvenzioni pubbliche per immettere sul mercato una  Compagnia di trasporti,  sponsorizzarono e portarono   Aramis  a diventare nuovo Capo del Bosco.
Aramis diventò Capo con un grande consenso, anche le Volpi dal pelo rosso, che avevano sempre combattuto il vecchio Lupo erano felici della vittoria di Aramis anche perché stavano tentando di costruirsi una tana più comoda e bella che non erano riusciti a costruire in tanti anni di potere del Lupo.
Aramis prosperava e con lui crescevano il potere di Atos e del rude Portos. La società dei Tre Moschettieri si ingrandiva e si allargava su tutto il territorio del Bosco: piste di atterraggio, parcheggi di mongolfiere, riparazioni e depositi piccole navicelle spaziali.
Passarono gli anni e gli abitanti del bosco sembravano sereni, perché Aramis era sempre disponibile all'ascolto dei problemi di tutti gli ominidi i quali felici si accontentavano delle promesse ma erano solo in pochi a ricevere i veri concreti vantaggi.
Venne il tempo della nuova Competizione e Aramis che aveva seminato bene, aiutato dai fratelli Moschettieri, dalle vecchie ed esperte Pantere era di nuovo vittorioso; tra i suoi  nuovi collaboratori ci fu anche Compare Volpe, ma anche dei nuovi Sciacalli, e poi i soliti Scoiattoli che continuavano a  pensare che era meglio una ghianda sicura che una nocciolina incerta. Gli unici che avevano tentato di ostacolare l'ascesa al potere di Aramis erano un gruppo di giovani, capeggiati da Robin Hoode,  che voleva togliere ai ricchi per dare ai poveri, ma parlava inglese, un linguaggio incomprensibile in quel bosco.
E' chiaro che questa volta Aramis si sentiva ancora più forte e padrone di tutto il bosco, nessuno dei suoi Collaboratori poteva ora mettere in dubbio i suoi voleri.  E poi Aramis si dimostrò più scaltro del suo maestro Lupo infatti, per non far crescere l'avidità dei suoi e scoprire come aveva fatto lui con il Lupo la vera mangiatoia, fece costruire tante piccole mangiatoie e le diete in pasto ai suoi devoti servitori che contenti rimasero tranquilli a recitare la loro parte.
E a questo punto che c'è l'incontro con il guascone Dartagnan. L'incontro di Dartagnan con i tre Moschettieri fu casuale e burrascoso; Dartagnan veniva da Fornentera e correndo con il suo carretto prese una  busta di spazzatura sotto le ruote che scoppiando schizzò il suo contenuto tutt'intorno, in quel momento passavano fieri i tre Moschettieri che vennero colpiti dagli schizzi: seguì una concitata discussione, Portos più irruento voleva aggredire il guascone, ma Dartagnan con molta calma e sangue freddo, fece notare ai Tre che la colpa era di chi non sapeva organizzare il servizio di raccolta.  Si ricorda che in quell'occasione disse : “datemi un appalto che vi pulirò il mondo”. Questo atteggiamento deciso e sicuro di Dartagnan piacque ad Aramis che lo volle incontrare in privato; da allora la collaborazione divenne continua ma soprattutto di fiducia e anche lui dovette recitare il motto: “tutti per uno, uno per tutti!”.
Dartagnan era un uomo di poche parole, lui prendeva e dava ordini categorici. Ancora oggi, lo si vede sempre al telefono, dove solo Lui riesce a chiamare la voce amica che risolve tutti i problemi e dalla quale prende ordini. Questa voce amica sembra appartenere ad un  potente uomo politico un certo Fazzorro: l'uomo che non fugge ma dove passa lascia il segno il famoso segno di Fazzorro.
Le opportunità di guadagno crescevano ed Aramis li scrutava da lontano dalla sua alta postazione, di notte con i fratelli tramava e organizzava, al mattino ordinava, progettava, distribuiva.
Il sornione Aramis diventava, ominide di successo, esempio per tutti e quindi da imitare infatti tutti i laboriosi abitanti del bosco soprattutto quelli più decisi, i Colombi Viaggiatori, i concessionari di piste di atterraggio, cominciarono a chiedere sempre di più, a intraprendere, a occupare e a ribellarsi  e se non ottenevano ciò che desideravano,  a scrivere denunce all'elefante Giudiziones.
Troppa confusione, troppi abusi, troppi scandali arrivavano alle orecchie di Giudiziones che un giorno costrinsero il Commissario Basettoni ad interessarsi  di quel bosco. Basettoni sguinzagliò i suoi forestali che cominciarono a controllare  le autorizzazione sulle piste di atterraggio. Le indagini misero in luce che gli ormeggi dei palloni aerostatici erano abusivi, alcuni di essi ancorati sui pendii friabili del cratere, addirittura alcuni avevano distrutto i licheni, vegetali protetti dalla legge. Furono denunciati tutti.
Poco male, l'estate era finita quindi non ci fu un gran danno per l'economia del bosco ma certamente bisognava organizzarsi per il prossimo anno.
Ma la cosa si faceva sempre più complicata per gli ominidi del bosco anche perché era venuto da fuori il Corvo Roccherduch, un Influente e Valente impresario che accompagnato da Capitano Uncino conosciuto da tutti nel Bosco, aveva presentato un progetto al Palazzo di Aramis: “in cambio di una barriera per proteggere il bosco dai venti impetuosi chiedeva di costruire all'esterno della barriera un moderno eliporto.
Aramis sapeva che con i tipi come il Corvo non si poteva tanto scherzare e quando lo percepì troppo minaccioso  ordinò ad Atos di far scendere i Colombi Viaggiatori sul “sentiero di guerra” contro i progetti del Corvo Roccherduch.
Per cui i Colombi Viaggiatori seppero prima dell'arrivo e poi, delle intenzioni del Corvo ed ebbero paura e si unirono in un unico recinto per cercare di contrastare il pericolo, tra loro c'era  ovviamente anche Atos per cui chiamarono Aramis dal quale ebbero una pubblica e solenne promessa: “ Il Corvo non avrà le penne dei Colombi Viaggiatori del mio Bosco!”.
Ma poi siccome i Colombi si facevano troppo pressanti su Aramis bisognava di nuovo dividerli e in questi casi un pretesto vale l'altro l'importante è raggiungere l'obbiettivo: i Colombi furono quindi dispersi.

Sopraggiunse l'inverno il bosco ritornò nel suo vecchio isolamento e molti ominidi  emigrarono nella civiltà altri caddero in letargo.
E così passò un intero anno e non si riuscì a risolvere alcun problema, infatti l'estate dopo gli ignari Colombi Viaggiatori sistemarono le loro attività allo stesso modo degli anni precedenti, cioè senza sanare gli abusi, per cui l'Elefante Giudiziones puntuale come un orologio svizzero, paracadutò i suoi  guardia bosco  e tutte gli scali di ormeggio mongolfiere vennero sequestrati.
Ma Aramis con un colpo di genio disse che avrebbe risolto lui il problema perché aveva un Asso nella manica e infatti prese   tutte le settimane il dirigibile per andare ad incontrare il Capo dei Capi il famoso Mazzarino. Sembra che in questi incontri si giocasse con le carte consegnate ad Aramis dai Colombi a Mercante in Fiera, un passatempo divertente e innocente.
Ogni volta che faceva ritorno nel bosco tutti i Colombi, lo andavano a ricevere come un Messia ma  le risposte erano sempre diverse e il tempo passava.  
A peggiorare la situazione per il Bosco fu che il Commissario Basettoni entrò ancora in azione questa volta contro i noleggiatori di mongolfiere e deltaplani i quali anch'essi senza autorizzazioni, vennero denunciati.....
Bella ascoltava e pensava e volle personalmente andare a capire, prese un deltaplano e volò sfiorando gli alberi sul bosco. Vide le piste vuote e sequestrate, vide la bellissima Scarpata della Luna chiusa, solo la Radura di Procione era aperta e funzionante e lì Bella, ebbe una sorpresa incredibile, in una discoteca sempre strapiena di sorcini il cui  proprietario era Spartacus un Centurione Romano alla cassa trovò Lupo Ezzechiele.  Ricordando le parole di Nonna Belarda scoppiò a ridere come una sciocca e si disse tra se: “il lupo perde il pelo ma non il vizio!” Bella sentì di nuovo la voce di Nonna Belarda
“…...fu una estate triste per il resto degli animali del bosco che invece di capire di chi era la colpa di quelle sciagure, continuarono a dividersi e a farsi  agguati uno contro l'altro che davano più forza all'intervento dei Guardiacaccia e soprattutto garantivano ai Corvi di penetrare nel territorio e alla fine raggiungere i loro obbiettivi.
Arrivò un nuovo inverno, la neve ammantò le montagne, la valle fu allagata dalle acque dei fiumi, il vulcano e il bosco rimasero isolati, gli ominidi che restarono tentarono invano di andare in letargo, i Colombi Viaggiatori però non poterono restare e come pazzi volarono da un Pipistrello ad un altro cercando di trovare soluzioni ai loro problemi.
Intanto nel bosco qualcuno sognava anzi non erano sogni erano dei veri e propri incubi.
Il maialino Mago Zurlì, dormiva, anzi si rotolava,  russava ma si agitava nel sonno: stava litigando con un cliente che diceva di essersi  sentito male mangiando il suo cibo. Mai successo prima,  era un mago nel cucinare prodotti congelati e farli apparire freschi di giornata come era uno specialista nel tramutare l'acqua in vino. Ma il problema non era la sua cucina erano le denunce di quel Colombaccio che da quando gli avevano sequestrato la sua attività non faceva altro che maledire tutti gli altri. Tutte le notti in un modo o nell'altro i suoi sonni diventavano incubi e finivano con litigi con i clienti e con le guardie.
I fratelli Cip e Ciop invece avevano paura a chiudere gli occhi perché ogni volta che tentavano di farlo arrivavano dal cielo draghi che con le loro lingue di fuoco gli incendiavano il loro piccolo negozio di artigianato. E alloro i due fratellini passavano il tempo a piangere e a cercare di rassicurasi per non impazzire.
Pippo e Topolino che avevano i loro Bar a Fornentera, non litigavano più ma passavano le serate, scambiandosi le visite nei rispettivi bar, a chiedersi che cosa sarebbe successo la prossima estate e se era ancora possibile andare avanti a impegnarsi in quel lavoro, per soli trenta giorni, pressati dai controlli, tartassati dalle tasse, in quel clima d'inferno.
Ma tutti gli ominidi del bosco avevano pensieri negativi anche chi era riuscito d'estate, stringendosi nella propria tana, ad affittare una stanza, un letto per arrotondare i guadagni, si chiedeva se poteva ancora in quel clima di guerra continuare a rischiare.
Anche i ricchi proprietari dei grandi rifugi a cinque stelle, non dormivano sonni tranquilli, perché sapevano che le tane si riempiono con gli ominidi e non con le parole e se questi non potevano attraccare non sarebbero arrivati.
E  quelli come Braccio di Ferro che la sola ricchezza che possedevano erano la forza delle proprie mani come avrebbe trovato lavoro se non c'era chi l'assumeva? E i noleggiatori  di mongolfiere che erano stati denunciati l'anno prima che fine avrebbero fatto se non ottenevano una concessione?  
Ma perché questo popolo del bosco improvvisamente si era trovato nelle condizioni di non riuscire più a dormire la notte? Di chi era la colpa? Si poteva fare qualcosa per salvare il salvabile?                                                                                                
In tutto questo sconvolgimento di  pensieri del popolo del bosco Aramis dimostrava tranquillità come aveva sempre dimostrato in tutti quegli anni.
Bella non sentiva più la voce di Nonna Belarda ma si trovò nella Piazza sotto il Palazzo e lì era fermo un enorme corteo nuziale. Le spose erano due Giovenche uguali come due gocce d'acqua vestite con  due semplici tuniche bianche da suora; gli sposi erano due giovani Corvi, vestiti con un saio nero da monaco, lateralmente alle coppie c'era Portos e Atos  e dietro c'era tutto il popolo del bosco, avanti agli sposi c'erano  i puffi e i pulcini e tutti guardavano in alto, sulla balconata del Palazzo dove c'era Aramis e Roccherduk che benedivano gli sposi e la folla. Dei servi lanciavano caramelle e confetti ai piccoli che si tuffavano  uno sull'altro, tra i piedi degli sposi per raccoglierli. Ci fu un discorso di poche parole di Aramis: “oggi è un grande giorno per il popoli del bosco, abbiamo trovato un nuovo amico e siamo riusciti a concludere un grande matrimonio”. Roccherduch aprì una bottiglia di Champagne che esplose in cielo in mille bollicine sul popolo festante. Nello stesso tempo cominciò a piovere, tuonava, grandinava, cadevano palline di terra colorate di rosso, di giallo di bianco, la terra stava tremando. Un fumo filato dai tanti colori partiva dalla terra e saltava in cielo. Gli ominidi scappavano in tutte le direzioni, saltavano, si rincorrevano; c'era chi cadeva chi sembrava piangere, chi rideva istericamente. Il vulcano si era risvegliato? La terra tremava nessuno si sarebbe più salvato. Un rumore come di tamburi sempre più forte, una musica assordante, era venuto il momento del giudizio finale, tutti erano colpevoli.  Bella tremava, inchiodata sotto l'albero d'oleandro dietro la siepe. Cercava in quel trambusto i suoi bambini, dove era il marito, ma d'improvviso sentì la voce di suo figlio che la svegliava con una pioggia di coriandoli. “Mamma ma dove eri finita? La festa è cominciata da un pezzo”.  Era il figlio vestito da Principe Azzurro. Bella strinse il figlio a se ancora tremante per il terribile incubo che aveva vissuto e poi disse al bambino: “i tuoi amici sono arrivati, ci sono tutti, vi state divertendo? “Mamma, hai organizzato una festa bellissima, ma adesso vai mascherarti anche tu e vieni a divertirti, c'è anche papà con i suoi amici”. Bella meravigliata e infastidita perché quella doveva essere la festa solo dei bambini e non di uomini che avevano, come dicevano, cose più serie da pensare, diede uno sguardo oltre la siepe e rimase esterrefatta, era tutto vero, ci stavano tutti : il marito vestito da pagliaccio a fare da locomotore al trenino costituito dai Quattro Moschettieri, dal Corsaro Nero, Sandocan, Gatto Silvestro, Diabolik, la Cosca dei Bucanieri al completo, i fratelli  Malesi. Quei bifolchi bevevano vino, mangiavano i dolci che lei aveva preparato e cantavano “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato siamo i Napoli paesani”. Bella si lasciò scappare “ma quando finisce questa carnevalata” il figlio sentì e rispose “Ma mamma è appena cominciata?!” “Non ti preoccupare, vai dai  tuoi amici e pensa a divertirti”. Improvvisamente pensò a tutte le donne di quel paese in mano a quegli uomini, a quei pagliacci che dicevano che “tu stai al mondo solo perché c'è posto” e pensava a come avevano ridotto quel posto ma soprattutto pensava a quei bambini che adesso vedeva rincorrersi felici come giustamente dovevano essere i bambini. Ma quella felicità era merito suo, lei  l'aveva reso possibile organizzando da sola la festa. Bella si ritirò nella sua stanza e pensò che si dovesse fare qualcosa di più concreto ma non sapeva cosa fare, ma ricordando il suo sogno capì che doveva metterlo su carta e inviarlo a tutte le sue amiche; a Lei quel sogno aveva rivelato la vera natura di quel paese, una natura che era contro la vita, contro le donne ma soprattutto contro il futuro dei propri figli e dei giovani. Quei masnadieri stavano pensando solo al loro presente, alla loro pancia, anzi stavano facendo di peggio, stavano svendendo il proprio paese e lo stavano mettendo in mani sconosciute.
P.S.
Solo una madre può sapere di cosa ha bisogno il proprio figlio: di amici, di un ambiente sano, di passioni vere, di sognare un futuro migliore e con quegli uomini, ne sono convinta, non ci sarà mai un futuro.
Cara amica se la pensi come  me propaganda questa storia tra le donne, costruiamo una rete prima di pensiero poi, forse di azione.
 



 
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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#191  Kappa 14 Aprile 2010, 19:49

Notizie importanti dall'Isola:

Giunta assolta per illeciti e forse uno sblocco decisivo per la situazione di Chiaia di Luna. Sarà la volta buona che possiamo tornarci?!?

http://www.dagolab.eu/public/Latina.../pag31golfo.pdf
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#192  roscio 19 Aprile 2010, 03:19

Un pò di notizie interessanti dell'ultima ora.

La provincia del 17/04 ha pubblicato un articolo riferito alla decisione della giunta comunale di affidare  la gestione delle casse comunali alla società non bancaria So.Ge.r.t. di Grumo Nevano (Na). Fra i vari timori c'e' quello di vedere il nostro comune ancora più indebitato a causa di finanziamenti concessi con troppa "leggerezza".
 
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Il secondo articolo riguarda un pacchetto di norme deciso dal ministro Brambilla, ed approvato dal Consiglio dei Ministri, che deregolamenta l'iter necessario per la realizzazione di pontili galleggianti destinati al diporto nautico. E' interessante leggere che una delle motivazioni che hanno spinto alla stesura di questo decreto, consiste nell'evitare che si ripeta un caso simile a quello di Ponza!


Norme Brambilla sui pontili galleggianti

Buona lettura
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#193  roscio 19 Aprile 2010, 14:59

Linko un altro articolo in cui si evince come il decreto voluto dal Ministro per il turismo Brambilla possa essere, probabilmente, la norma che "serviva" per sbloccare la situazione dei pontili. Un punto considero particolarmente interessante

"...Chi è già titolare di concessioni demaniali marittime, anche in via provvisoria, non avrà più bisogno di chiedere altri permessi per realizzare nell'area concessa queste strutture a carattere stagionale. Resta fermo il rispetto della disciplina paesaggistica e ambientale presupposto per il rilascio delle concessioni demaniali..."

GolfoNews

altri articoli che trattano l'argomento

Trasporti-italia.it

Il comunicato sul sito del governo

Denaro.it

Comunicato del ministero delle infrasrtutture e dei trasporti
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#194  Kappa 19 Aprile 2010, 15:58

roscio ha scritto: [Visualizza Messaggio]

"...Chi è già titolare di concessioni demaniali marittime, anche in via provvisoria, non avrà più bisogno di chiedere altri permessi per realizzare nell'area concessa queste strutture a carattere stagionale. Resta fermo il rispetto della disciplina paesaggistica e ambientale presupposto per il rilascio delle concessioni demaniali..."


Bene però il problema di fondo che è "il rispetto della disciplina paesaggistica e ambientale presupposto per il rilascio delle concessioni demaniali..." rimane in piedi e poi c'è in piedi tutta la questione giudiziaria.

A mio modestissimo parere quest'anno stiamo senza pontili, l'anno prossimo forse sì ma chissà con quali proprietari. La matassa è ben lungi dall'essere sbrogliata.
 




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Messaggio Re: Articoli E Documenti Su Ponza

#195  roscio 19 Aprile 2010, 17:29

Mi permetto di dissentire. In un articolo precedente si legge che ormai quasi tutti hanno avuto la valutazione di impatto ambientale e chi ne è ancora sprovvisto è in procinto di ottenerla. La questione giudiziaria rimane in piedi e probabilmente fra un paio di settimane si dovrebbe sapere se la procura imporrà la revoca delle attuali concessioni. Cmq il profilo amministrativo della vicenda sembra aver preso una strada precisa. Forse, quest'ultimo atto, rappresenterà l'appiglio tanto sperato dai pontilisti. Staremo a vedere.
 




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