La commissione affari costituzionali della camera ha approvato la norma sul conflitto d’interessi. Essa recita, in estrema sintesi, che chiunque sia proprietario di un patrimonio superiore ai 15 milioni di euro, qualora volesse ricoprire incarichi di governo, dovrebbe rinunciare alle proprie attività o affidarle ad una commissione di vigilanza. Così nessuno potrà più governare perseguendo il proprio tornaconto. In concreto, se Silvio Berlusconi dovesse tornare di nuovo al governo, dovrebbe disfarsi di Mediaset o affidarla ad un trust.
Immagino un marziano che atterri in Italia e apprenda questa notizia. “E allora? Dove sta la novità? E’ ovvio che sia così! Voi terrestri vi divertite a ripetere all’infinito cose scontate?”. Beh, a questo extra-terrestre, direi che da noi non esiste nulla che si possa dare per scontato. “ caro marziano, da noi un uomo dotato di enorme potere economico, politico e mediatico, ha governato per 5 anni, forse su Marte questo non accade ma noi siamo fatti così…”.
Preciso subito che non voglio fare propaganda contro Berlusconi, in questo articolo non c’è nulla di personale bensì la semplice constatazione dell’ ovvio. Se una persona deve amministrare gli affari pubblici non più avere interessi privati. Nessuno può essere ministro di se stesso.
Come i bambini abbiamo bisogno di sbattere il muso prima di capire.
Meglio tardi che mai…




















